CRONISTORIA
2° secolo a.C.
Antropizzazione Monte Pisano
180 a.c.
Pisa concede a Roma un territorio a Nord del Monte Pisano e viene fondata Lucca.
Nascono e si sviluppano sentieri, vie pedemontane, cammini. Il Monte Pisano è praticato e curato, grande risorsa di legname, pietre e acqua.
33 d.C.
Inizia il cammino della Chiesa Apostolica Cristiana
Secondo le cronologie accettate (ma non reali) e secondo la tradizione della Chiesa, con la morte e resurrezione di Gesù, gli Apostoli raccolgono il mandato di evangelizzare l’Ecumene
311
Editto di Galerio
Il cristianesimo è tollerato
313
Editto di Costantino
Il cristianesimo è liberalizzato
368
Insediamenti eremitici Isole Toscane
Imitando esempi orientali, alcuni individui si rifugiano nei luoghi più inospitali e inaccessibili. Fede? Disperazione? Fuga? Difficile dirlo.
380
Editto di Teodosio
Il cristianesimo è religione di stato e obbligatoria
420
Rutilio Namaziano critica gli eremiti della Capraia
I modelli sociali dell’Impero Romano, non tollerano e non permettono l’allontanamento dalla vita sociale, dove tutti hanno diritti e doveri.
“… Che pazza furia di un cervello sconvolto è mai questa: temendo i mali, non sopportare i beni?…”
Rutilio Namaziano praefectus urbi in Roma da De Redito Suo 420 d.C.
525
Benedetto da Norcia fonda Montecassino
Emanazione della Regola che prevede vita cenobitica e non più eremitica
575
Finnian Frinian, principe irlandese si ritira a vita eremitica sul Monte Pisano
Di ritorno da un viaggio a Roma, si ritira a Rupecava. Conosciuto come Frediano, sarà acclamato vescovo di Lucca e progetterà la deviazione dell’Auser a Ripafratta
dal VI al X secolo
Si moltiplicano i romitori sul Monte Pisano
Presenze a Rupecava, Spelonca, Agnano, Verruca, Costa d’Acqua, Mirteto.
926
Ugo di Provenza sbarca a Pisa
Ugo cerca a Pisa consensi politici per essere nominato rex italiae. Sbarca portando i suoi vessilli che saranno adottati dalla Confederazione degli Speziali, potentissimo partito commerciale che ha la sua sede in san Michele di Borgo.

Prima del 1000
Primitivo romitorio a Costa d’Acqua
La fondazione è attribuita ai Camaldolesi, ma è precedente e indipendente.
Il terreno dove oggi sorge l’eremo è sicuramente stato concesso ai monaci da un legittimo proprietario, così come Ferualdo, signore longobardo, inserì Prato a Ceccottino nei beni in dote alla figlia Feralipa. Poi dispose la costruzione chiesa dedicata a san Michele.
1000
Data probabile per la dedicazione della chiesa a san Jacopo e san Verano
Jacopo protettore dei viandanti e Verano protettore delle comunità, incarnano gli ideali spirituali dei monaci dell’eremo.
1012
Romualdo ottiene un terreno nel Casentino
Maldolo offre a Romualdo un appezzamento. Nasce la Casa di Maldolo, poi Camaldoli
1027
Morte di Romualdo
Il movimento da lui organizzato non ha ancora nessuna norma scritta e segue la regola benedettina
1050
Camaldolesi in movimento
Dalle foreste del Casentino i monaci si muovono per fondare o gestire almeno 36 comunità
1072 - 1084
Il IV abate, Rodolfo scrive alcune norme
La regola resta Benedettina. Gli scritti camaldolesi disciplinano soltanto i rapporti tra monaci e tra monaci e mondo esterno.
Il disciplinare camaldolese è ufficiale soltanto dal 1253 poi revisionato nel 1572.
1080 (data presunta)
Camaldolesi a Costa d’Acqua
Difficile dire se ci fu un’adesione alla regola o si unirono al romitorio monaci camaldolesi.
1111
Il monastero benedettino di san Michele in Borgo a Pisa (san Michele fori muros) adotta la regola camaldolese
Il monastero è punto di rifermento della corporazione degli Speziali, potentissima impresa navale di popolo.
1112
Fondazione chiesa di Saccargia in Sardegna.
Costantino di Torres e sua moglie Marcusa, per grazia ricevuta, cedono un terreno ai camaldolesi per l’edificazione e gestione di un territorio. I camaldolesi, verosimilmente dell’eremo del Monte Pisano arrivano in accordo con la compagnia degli Speziali e trasportati da navi di Pisa.
1114
Papa Pasquale approva il Piccolo Canone Camaldolese e tutela l’opera dei monaci
Papa Pasquale e altri che seguiranno, promulgano documenti di privilegio dell’Ordine Camaldolese soprattutto in relazione ai monasteri e alle chiese fondate in Sardegna
ELENCO PROMULGHE
Pasquale II 4 novembre 1114
Onorio II 7 marzo 1125
Innocenzo II 22 aprile 1137
Eugenio III 16 giugno 1153
Adriano IV 1156-1157
Alessandro III 1176
Lucio III 7 luglio 1184
Gregorio IX 28 giugno 1227
Innocenzo IV 29 novembre 12521130
Il monastero di san Zeno in Pisa accoglie la regola Camaldolese
L’intreccio politico tra la potente Pisa e gli ordini monastici protetti dal papato, faranno dei monaci, degli strumenti di colonizzazione e gestione politico-amministrativa in Corsica, Sardegna e in altre terre sotto l’egida pisana.
1132 - 1135
Bernardo di Chiaravalle è spesso a Pisa, Calci e a Costa d’Acqua
Bernardo soggiornò dall’amico Pietro Paganelli a Montemagno e prese parte al Concilio di Pisa. Nel 1135 compose il de laude novae militiae (lode all’ordine templare) e rielaborò il “Salve Regina” scritto in origine da Ermanno il Contratto nel 1050
1153 agosto 20
Muore Bernardo di Chiaravalle
In questo tipologia di studio è sempre bene considerare che il calendario che utilizziamo oggi, fu riformato nel 1582 da Papa Gregorio XIII che aggiunse 14 giorni all’anno in corso per correggere gli errori generato da oltre 15 secoli d’uso del calendario giuliano.
1154
Muore Guglielmo di Aquitania
Più conosciuto come Guglielmo di Malavalle, soggiornò nel suo periodo eremitico anche sul Monte Pisano che abbandonò, a suo dire, perché troppo popolato. Morì a Castiglion della Pescaia. Il suo passaggio alla Costa d’Acqua può considerarsi certo, ma non influenzò in nessun modo la vita del cenobio.
1174
Papa Alessandro III canonizza Bernardo di Chiaravalle
Seconda metà XII secolo
La presenza di Bernardo a Costa d’Acqua è considerata una "reliquia da contatto o da presenza". Si inizia a identificare il cenobio col nome del santo.
1211
L‘abate di Costa d’Acqua, provvede all’ampliamento della chiesa primitiva
Si veda alla pagina IL RILIEVO
L’abate Bernardo, forte dell’aiuto economico delle famiglie pisane legate alla potente consorteria mercantile degli Speziali, procede alla fondazione di altri edifici (occupando e gestendo territori più a valle) e mantiene saldi legami con i confratelli in Sardegna che gestiscono altre chiese legate all’ordine.
1212
I monaci dell’eremo entrano in conflitto col clero secolare.
Gli ordini monacali debbono ubbidienza solo al papato. Con l’espansione territoriale, verso Caprile con la fondazione della chiesetta attualmente chiamata di sant’Antonio, nasce uno scontro col vescovato pisano e il clero calcesano per la gestione economica delle rendite dei terreni. I monaci di Costa d’Acqua sono sempre più potenti.
1213
A lavori ultimati, viene apposto un sigillo.
I lavori di ampliamento sono realizzati in accordo con gli altri monasteri Camaldolesi e con finanze delle corporazioni che vi afferivano. Gli Speziali erano gli unici che potevano fregiarsi di quella che (solo dopo il 1509) sarebbe diventato il simbolo cittadino noto come Croce Pisana.
1220
Ampliamento della chiesa e apposizione dei simboli.
Sul fronte della chiesa di san Bernardo, sopra la porta d’accesso, aggetta una pietra di verrucano che reca scolpita una Croce Pisana.
Contrariamente a quanto oggi si narra, la Croce Potenziata, Ritrinciata, Pomellata color argento (bianca) in campo rosso, è stata adottata dalla città di Pisa in epoca tarda e comunque dopo il 1509, alla fine della seconda esperienza repubblicana.
La croce di Pisa, introdotta da Bosone nel 926, era all’epoca dell’ampliamento della chiesa, lo stemma di una corporazione mercantile associata agli Speziali che avevano la loro base di rappresentanza presso il convento camaldolese di san Michele in Borgo.
1223
I monasteri del Monte Pisano, anche se appartenenti a ordini diversi, si consociano in una specie di federazione che ne accresce stabilità e potere
1228
La confederazione monastica si amplia
Altri eremi aderiscono (anche quello di Jacopo e Verano) arrivando a contare 13 cenobi aggregati (Congregatio Tredecim Cellarum). L’eremo guida è quello di Rupecava.
1243
Monasteri esterni al territorio pisano, dalle alpi Apuane alla Maremma chiedeno di entrare nella confederazione che gestisce immense risorse.
1243 16 dicembre
Papa Innocenzo IV prova a regimentare la confederazione monastica.
Papa Innocenze emette la bolla Incubit Nos e attribuisce ai monasteri aggregati il titolo di Congregazione Eremitica.
1244 marzo
Papa Innocenzo IV comprende di aver commesso un errore e corre ai ripari
Fonda ex novo l’Ordine degli Agostiniani (non è mai esistito un ordine agostiniano prima di quella data), e trasferisce d’autorità tutti i monasteri eremitici all’interno della nuova forma giuridica che è sotto il suo personale controllo.
Sant’Agostino di Ippona (Algeria) 354 – 430 NON ha mai fondato un ordine monastico (era un vescovo) e non è mai stato sul Monte Pisano, tantomeno alla Costa d’Acqua.
L’evoluzione dell’ordine sarà:
Fondazione (1244): Unione iniziale degli eremiti di Tuscia promossa dal cardinale Riccardo Annibaldi e sancita da Papa Innocenzo IV.
La Grande Unione (1256): Confermata da Papa Alessandro IV con la bolla Licet Ecclesiae Catholicae, sancendo la nascita ufficiale del gruppo allargato nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.
Evoluzione del nome (1968): Il capitolo generale ha cambiato ufficialmente il nome dell’istituto da Eremitani di Sant’Agostino a Ordine di Sant’Agostino
1287
L‘eremo di Costa d’Acqua passa sotto il controllo del monastero di Agnano
Erroneamente si attribuisce appartenenza agli olivetani, a quella data, del monastero di Agnano, ma la Congregatio Sanctae Mariae Montis Oliveti di ispirazione benedettina, viene fondata soltanto il 26 marzo 1319. La congregazione venne approvata definitivamente da papa Clemente VI soltanto il 21 marzo 1344
1312
Papa Clemente V con la bolla Vox in Eccelso scioglie l’Ordine Templare
Nonostante facili accostamenti dovuti alla presenza di san Bernardo, Pisa tenne sempre in grande distanza il clero secolare e monacale. Non si ha traccia di magioni templari nei territori controllati direttamente da Pisa nel corso della storia.
1509
Fine della seconda esperienza repubblicana di Pisa
La caduta in disgrazia di Pisa e del suo territorio, la perdita dei possessi insulari, decretò una tremenda crisi anche per i cenobi del Monte Pisano.
1796
Gli echi rivoluzionari e la laicizzazione dello stato, l‘istituzione della Repubblica d’Etruria, portarono al definitivo abbandono dei romitori del Monte Pisano
Questo periodo segna la fine definitiva delle grandi esperienze monastiche.

