RILIEVO CHIESA SAN BERNARDO
per una migliore comprensione, si consiglia la preventiva lettura della sezione
DOVE
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La piccola chiesa dedicata ai santi Jacopo e Verano alla Costa d’acqua, più conosciuta come chiesa o Eremo di san Bernardo, sorge sulle pendici del Monte Pisano nel comune di Calci alle coordinate
43° 44’ 03,83” Nord
10° 31’ 54,59” Est
310 m.s.l.
Il pendio noto come Costa d’Acqua, con le sue sorgenti e i suoi boschi, ha visto probabilmente l’insediarsi di un iniziale nucleo eremitico prima del X secolo o forse prima, nucleo che nel tempo si è evoluto adottando regole di convivenza cenobitica.
La struttura della chiesa primitiva aveva dimensioni più contenute, forse una piccola cella atta alla vita solitaria e alla preghiera.
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CARTE CATASTO 1811
Non sono disponibili molti documenti storici e d’archivio. Una fonte riferibile al 1811 è il Catasto Leopoldino che quantomeno delinea uno stato dell’arte a quella data.
L’abbondanza di sorgenti, di legname e pietra, favorì l’insediamento alla Costa d’Acqua
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Si evince la posizione dell’Eremo, della chiesa di sant’Antonio e dei corsi d’acqua.
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Notiamo nel rilievo del 1811, come la struttura e gli annessi del “Podere san Bernardo” perso ormai il ruolo di cenobio monastico, contasse, oltre la chiesa,
strutture riferibili al vecchio convento che a oggi solo in parte risultano conservate.
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Si noti come, anche da queste carte, la chiesa risulti disallineata rispetto alle direttrici geografiche.
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LA CHIESA. TEORIA ED EVIDENZE
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È noto che la presenza monastica sul Monte Pisano iniziò nel VI secolo per arrivare all’occupazione di tutti i siti reputati idonei (grotte, anfratti, coste ricche di sorgenti), molto prima del 1000.
Seguendo le norme architetturali, risulta che fu costruita inizialmente una prima cella di preghiera (se ne intuisce la storia osservando i paramenti murari) che fu poi ampliata negli anni 1212 – 1213.
Occupiamoci di questo impianto.
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Lo spazio sacro a san Bernardo è delimitato da un perimetro murario dalle seguenti dimensioni
LARGHEZZA 6,3 metri
LARGHEZZA 12,6 Metri (fianco destro)
Sono misure in perfetto accordo con la creazione, date dalla milionesima parte del :
RAGGIO TERRESTRE 6300 chilometri
DIAMETRO TERRESTRE 12600 chilometri
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È un metodo semplice, forse elementare, per commensurare il tempio alle misure del creato, ma prevede la conoscenza dell’astronomia di posizione.
Costruire una chiesa che ha in sé le misure della creazione è un atto di fede, devozione ma ance di scienza.
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L’orientamento teorizzato, testimoniato dalla parete absidale posteriore (la più antica), vedeva la chiesa con il suo asse maggiore puntare esattamente verso l’Est geografico, dove il sole tramonta soltanto agli equinozi.
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L’aula interna, presenta un piano rialzato nella zona del presbiterio dove si trova anche l’altare (di fattura posteriore rispetto all’impianto della chiesa).
La porzione soprelevata, si estende dalla parete posteriore, dietro l’altare, verso la porta di accesso, fino a collimare, quasi, con il vano di apertura della porta laterale nel paramento murario destro.
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Come si evince dall’immagine sopra, le due porzioni della chiesa
- dalla soglia al limite del presbiterio
- dal limite del presbiterio al limite esterno dell’abside,
rispettano il rapporto di 1,618, Numero di Fidia, mutuato dall’osservazione di molti elementi della natura, divenuto poi paradigma fondamentale per la distribuzione degli spazi sacri.
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MISURE RILEVATE
Per quanto a un’analisi superficiale, quanto sopra esposto possa sembrare reale, l’evidenza è un’altra.
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È palese che le pareti della chiesa, in fase di rifacimento ed ampliamento, abbiano subito un’intenzionale curvatura.
Il fianco destro è ancora lungo 12,60 metri, ma quello sinistro risulta più corto di 40 centimetri.
Ne deriva che,
la facciata presenta un orientamento che porta 6° di scostamento dall’asse Nord Sud Geografico, perfetto.
La retta ortogonale alla facciata (la direzione della vista uscendo dalla chiesa), non punta più verso l’Est geografico (dove tramonta il sole agli equinozi), ma a un altro riferimento sull’orizzonte.
Quali furono le intenzioni dei monaci all’atto dell’ampliamento?
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Scostamento dei paramenti murari dall’orientamento originale.
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Curvatura evidente fianco destro. Foto scattata dalla parte absidale.
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Curvatura evidente fianco sinistro. Foto scattata dalla parte absidale.
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Per quanto il tetto, nella sua impostazione e rifacimento (di molto posteriore al 1213), “normalizzi” il rettangolo della chiesa, la curvatura è rilevabile anche da foto aerea. Fonte Google Maps
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La bussola elettronica (ma il risultato è identico con le analogiche), posta sulla soglia della chiesa, perfettamente allineata e in continuità con l’asse maggiore della navata,
presenta una variazione di 10° – 11° Nord, rispetto all’Ovest Magnetico.
Considerando una declinazione magnetica accertata per gli intorni di Calci di circa 4° Est (qui uno strumento di calcolo certificato),
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il fronte della chiesa porta una variazione di circa 6° – 6,5° verso Nord, rispetto all’Ovest Geografico puro
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IL CONTESTO GEOGRAFICO
L’eremo sorge in seno alla Valgraziosa, su una terrazza abbastanza pianeggiante. Nell’immagine, l’indice 310 indica l’esatta collocazione della chiesa. La scala cromatica evidenzia le differenze altimetriche.
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Nell’immagine
ASI Alba Solstizio Inverno
TSI Tramonto Solstizio Inverno
ASE Alba Solstizio Estate
TSE Tramonto Solstizio Estate
AE Alba equinozi
TE Tramonto equinozi
Risulta chiaro che, dall’eremo,
sia possibile osservare un solo momento “solare cardine” sull’orizzonte,
ovvero il tramonto al solstizio d’inverno.
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Per la massima parte dell’anno, il punto di levata e tramonto è solo apparente perché la vista è condizionata dalle alture intorno.
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Resta dunque da capire perché la chiesa è stata disallineata e perché la facciata presenti un angolo (rispetto alla direttrice Nord Sud) variato di 6°
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TUTTA “COLPA” DI SAN BERNARDO
Come noto, dal 1132 al 1135, il monaco cistercense salì più volte alla Costa d’Acqua.
Bernardo morì il 20 agosto del 1153 e fu canonizzato nel 1174. La fama del santo si velocemente in tutta Europa.
Durante i lavori di ampliamento della chiesa (1211 – 1213), storicamente dedicata ai santi Jacopo e Verano, ci fu l’intenzione di modificare l’intestazione a favore di Bernardo.
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Come? La modifica della curvatura delle pareti e la costruzione della facciata obliqua (rispetto all’asse Nord – Sud) divenne l’aspetto tangibile di questa volontà.
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La facciata fu orientata verso il punto del profilo montuoso oltre il quale sparisce il sole al tramonto del 20 agosto, data della morte e della ricorrenza del santo nel calendario liturgico.
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a qualsiasi ora.
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In linea teorica, la chiesa originaria perfettamente orientata su un asse Est (dietro l’abside) Ovest (davanti alla facciata) permetteva di osservare il tramonto del sole alla data degli equinozi.
La foto scattata mantenendo la macchina parallela alla facciata attuale, vede il punto di tramonto equinoziale, molto a sinistra sul profilo dei monti.
Riferimento foto 21/9 in basso a sinistra.
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Si è ipotizzato che la facciata sia orientata al punto di tramonto del 20 agosto, ma osservando l’immagine sopra, anche questo indice
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risulta molto a sinistra sul profilo dei monti e non in linea con l’asse della navata
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Riferimento foto 20/8 in basso a sinistra.
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A quale punto sull’orizzonte visibile è rivolta la facciata?
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CORREZIONI OBBLIGATORIE
È doveroso considerare che nel 1588 papa Gregorio XIII ordinò un riassetto del calendario giuliano che ormai trascinava vistosi errori di computo del tempo.
Fu deciso così di cancellare 10 giorni:
dal 4 ottobre 1582 si passò direttamente (all’alba seguente) al 15 ottobre 1582.
Se dobbiamo prendere un riferimento ante 1588 va retrodatato il rilevo dei 10 giorni aggiunti da papa Gregorio.
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Per l’eremo di san Bernardo è doveroso impostare la proporzione
10 : 1626 = x : 1213
dove
- 10 sono gli anni della correzione
- 1626 (1588 + 44) sono gli anni che vanno dall’adozione del calendario giuliano alla correzione gregoriana
- 1213 è l’anno di fine lavori ampliamento della chiesa
- X è il valore dei giorni da sottrarre al 20 Agosto per verificare la situazione astronomica
Risulta che X corrisponde a 7 giorni
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La facciata volutamente disallineata di 6°
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diventa il modo più evidente per omaggiare la data della morte di san Bernardo e rendere leggibile questo dettaglio per tutta la comunità religiosa.
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Ma nel 1213 la situazione solare del 20 agosto
va ricondotta
20 – 7 = al 13 agosto
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La linea ROSSA rappresenta la direzione del tramonto al 13 Agosto odierno (20 Agosto nel 1213).
Ovviamente il sole scompare dietro il crinale del monte con monto anticipo rispetto all’ora reale della fine del giorno.
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Eremo di san Bernardo. Dedicazione geografica
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LA CHIESA: DETTAGLI
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Fianco sinistro
La chiesa si presenta apparentemente come un corpo unico e omogeneo. Analizzando la struttura, si evidenziano fasi d’opera che si sono susseguite nel tempo, dalla primitiva cella di preghiera, allo stato attuale. Osserviamo il fianco sinistro della chiesa
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Partendo dalla parte absidale e facendo scorrere l’occhio verso la facciata, si percepisce un percorso evolutivo. Sono presenti tipologie diverse di conci (prevalentemente scisto verrucano), lavorate da mani diverse in periodi diversi.
Si rileva una finestra tamponata (A) di cui è ancora percepibile l’architrave.
La struttura attuale patisce anche delle mancate “cuciture” in corso d’opera e presenta evidenti allargamenti dei commenti che rappresentano un severo pericolo per la stabilità dell’edificio (B).
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Si evidenziano poi, sottili monofore (C) e (D) occluse, il tutto a testimoniare una fase d’accrescimento e modifica, anche negli usi e abitudini, durata parecchi secoli.
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Le due piccole feritoie verticali poste in basso e oggi murate dall’interno, non avevano nessuna funzione di illuminazione, data la posizione e l’orientamento della parete verso il Nord geografico.
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Probabilmente servivano da “passavivande”, per accogliere i doni dei fedeli e dei paesani di Calci. Secondo la regola monastica i monaci non potevano entrare in diretto contatto con la popolazione.
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Fianco destro
Valgono le stesse considerazioni. La parete si presta a una lettura cronologica che ne disvela il percorso storico. Osserviamo alcuni dettagli
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A circa 5 metri dal margine posteriore si apre una porta larga 85 centimetri. Considerando che nel punto di scatto della foto, erano presenti il corpo del refettorio e gli alloggi dei monaci, quella è la porta di accesso alla chiesa utilizzata soltanto da cenobiti.
Essendo il fianco esposto a Sud, si motiva la presenza di due monofore assai estese che forniscono luce all’interno. Le due fenestrature sono nella porzione sinistra del muro, quella meno antica. Nei primi anni di vita della chiesa non si era sentita, evidentemente, la necessità di illuminare la navata della chiesa
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Nel paramento murario, sono evidenti delle buche pontaie, utilizzate sia in fase di costruzione per elevare le impalcature, ma anche nell’uso quotidiano. È verosimile che da lì aggettassero trabeazioni per sostenere tettoie o luoghi di ricovero e adunanza.
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La facciata
di solito è l’elemento più curato ed esplicativo di una chiesa. Osserviamolo insieme
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È la porzione meno omogenea della costruzione. Il terreno è declive e irregolare, per cui si evidenziano alla base strutture di appoggio e compenso per mantenere in piano la struttura.
Il piano di calpestio dell’aula è normato dal livello dalla parte posteriore (più alta) per cui si accede da una larga rampa dotato di 4 gradoni.
L’apertura della porta risulta alta rispetto al piano di calpestio in facciata.
Il portale a due battenti è sorretto da un architrave, sormontato da un arco a tutto sesto la cui lunetta è oggi tamponata. Non è dato sapere se in origine fungesse da presa di luce.
Spicca una chiave di volta di pietra scura volutamente apposta, ma di cui si ignora il senso.
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La mensola di destra del portale, mostra un volto umano che, al contempo, si sobbarca il peso dell’architrave e osserva il fluire dei fedeli. Questa tipologia di rappresentazioni, di monito e richiamo al raccoglimento sono molto comuni nelle architetture medievali. La semplicità dei tratti del volto, certificano una mano d’opera di medio valore.
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Come noto, la chiesa fu ampliata e modificata intorno al 1211. L’abate Bernardo (l’ordine era ormai legato alla regola camaldolese), provvide al prolungamento e abbellimento. I camaldolesi, che avevano in Pisa i due conventi maggiori di san Michele di Borgo e di san Zeno, erano strettamente legati alla corporazione degli Speziali. Questa associazione mercantile, si fregiava della bandiera rossocrociata ereditata da quella bosonide arrivata a Pisa nel 926 (vedi qui alla data 926).
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Come fosse un sigillo attestante la sponsorizzazione, si ritrova in facciata un elemento aggettante che reca sul fronte una croce potenziata pomellata. La croce pisana.
Tale elemento iconografico, era all’epoca proprietà esclusiva degli Speziali, sarà usato nel 1509 (conio delle monete della seconda repubblica) e formalmente è simbolo di Pisa solo dopo l’Unità d’Italia, dal 1861.
Il bassorilievo recante la Croce pisana a san Bernardo è l’unica immagine coeva e originale in tutto il territorio pisano.
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Come noto, dato il passaggio di san Bernardo dal 1132 al 1135 alla Costa d’Acqua, quando la chiesa fi ampliate seguì una dedicazione al monaco cistercense.
Fu quindi realizzata (in fretta e da mano poco esperta?) un’apertura cruciforme orientata verso il punto in cui tramonta il sole alla data di celebrazione del santo.
Il lavoro è assai impreciso. Una mano attenta avrebbe strutturato l’apertura usando pietre squadrate a terra e poi apposte a formare l’opercolo a forma di croce. Il forame, invece, risulta da una grezza scalpellatura di un paio di blocchi di scisto che nel tempo si sono sgretolati palesando la loro origine sedimentaria.
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Attualmente una lastra di vetro tampona il passaggio e non è dato sapere se al tempo della realizzazione fosse interamente pervia.
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Completa la struttura un campanile a vela mancante della sua componente essenziale, la campana.
Note storiche certificano che anche l’apposizione del campanile fu tarda e imposta dal clero secolare di Calci che reclamava diritti di gestione. Per la regola monastica infatti i contatti con la popolazione dovevano essere nulli o ridotti al minimo. Non era dunque necessaria una grande campana per la chiamata a raccolta.
Anche questo orpello in facciata è stato realizzato da mani non troppo esperte e apposto in un tempo posteriore al prolungamento della chiesa.
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