RILIEVO SAN GALGANO ROTONDA

per una migliore comprensione, si consiglia la preventiva lettura della sezione

DOVE

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La cappella rotonda nota come Eremo di Monte Siepi sorge

ROTONDA

43° 09’ 09,07” Nord

11° 09’ 19,73” Est

338 m.s.l.

Il complesso monastico, ormai abbandonato, è famoso per la vicenda eremitica di Galgano Guidotti e per i rapporti con l’ordine Cistercense.

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CARTE CATASTO 1811

Per ciò che attiene alle strutture (in parte derute o eliminate), la fonte riferibile al 1811 è il Catasto Leopoldino che quantomeno delinea uno stato dell’arte a quella data.

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Quadro d’insieme del sito di interesse.
La Rotonda e l’Abbazia distano un centinaio di metri l’una dall’altra

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Non si evidenziano relativamente alla Rotonda, sostanziali modifiche rispetto agli inizi del 1800.

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IL RILIEVO

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La costruzione della Rotonda vede il suo inizio nel 1185 a 4 anni dalla morte di Galgano.

Fu costruita a protezione e celebrazione della sepoltura del santo, inumato in una cavità di quel Mons Saeptus che presentava cavità e zone subaeree e che poi sarà volgarizzato in Montesiepi.

Dopo la sua morte, pellegrini sempre più numerosi si recarono a pregare in quel luogo considerato sacro.

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A ben vedere, in cima al colle, lo spazio non mancava ma chi progettò il lavoro, non orientò la porta d’accesso e/o le fenestrature verso punti cardinali, ma fece scelte diverse.

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Si osservi come le direttrici cardinali, non siano  rispettate.

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Si noti come, il primo nucleo della costruzione, fosse soltanto un edificio a pianta circolare che va a circondare il punto in cui è infissa la Spada nella Roccia nel rettangolo centrale.

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Dopo lo sgarbo di Filippo il Bello che nel 1307 catturò,  e poi mise a morte il Gran Maestro Jaques de Molay, iniziò la caccia ai Templari.

In Toscana e in Italia in generale, non ci fu la rabbia e la furia omicida manifestata in Francia, ma la Mansio Templi presente nelle campagne intorno a Chiusdino, dovette inesorabilmente chiudere i battenti.

In questi anni, precisamente nel 1340, muore Vanni di messer Toso Salimbeni ricco signore senese e molto vicino agli ambienti Templari.

Vanni lascia una disposizione testamentaria per la costruzione di una cappella alla Rotonda, da decorare con preziosi dipinti.

La Rotonda subisce così un ampliamento e la costruzione va a nascondere l’accesso alla zona di sepoltura di Galgano Guidotti.

Cos’altro fu celato alla vista?

Cosa, ancora oggi è sepolto in quelle cavità?

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Insieme alla cappella, fu costruita un’aula, un vestibolo d’accesso e solo in un secondo tempo, la casa canonica che ancor oggi possiamo osservare.

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Il vestibolo di ingresso ha rispettato lo scostamento dalla direzione dell’Ovest. 

Osserviamo la direzione della monofora ricavata nella piccola abside dietro l’altare.

Diverge di circa 11°.

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La direzione dell’Est è evidenziata anche all’interno della Rotonda.

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Attenzione ora alle dimensioni della costruzione.

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Le misure della Rotonda riassumono e rappresentano il dimensionamento della Terra e i riferimenti al luogo considerato il più sacro della Cristianità.

Gerusalemme

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Allo stesso tempo si armonizzano con i più noti numeri irrazionali che già Pitagora descrisse come elementi regolatori dell’universo.

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Anche le superfici dei locali, sono conformi ai  numeri irrazionali.

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Gli edifici sacri nel medioevo avevano molteplici funzioni, che la modernità ha notevolmente ridotto.

Erano spazi destinati al

  • Ricovero
  • Funzione liturgica
  • Orologio
  • Calendario
  • Bussola

Si notino le direttrici delle fenestrature e le indicazioni che forniscono.

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L’abside della Rotonda discosta di 11° dall’Est, verso Nord e quindi punta al riferimento della levata del sole in un giorno estivo.
Il rilievo è riferibile alla data del 20 Agosto, giorno della morte e commemorazione di san Bernardo da Chiaravalle.

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L’ampiezza del vano dell’abside è in armonia col resto del dimensionamento

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E l’altare è un rettangolo aureo avente i lati in rapporto 1,618.

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Un rilievo radioestesico del sito in esame evidenzia come i corsi di acqua sotterranei, abbiano vincolato e veicolato la scelta degli architetti. 

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Si noti nell’immagine che segue, come la spada, sia (casualmente?) conficcata (a posteriori?) all’incrocio di due corsi.

Nell’immagine, le zone tratteggiate in rosso corrispondono a strutture riferibili a opere umane, evidenziate dall’analisi con GEORADAR compiute dal professor Ermanno Finzi e coordinate dal compianto amico Maurizio Calì (all’epoca presidente dell’ACIM) a cui dedico tutto questo lavoro.

Le indicazioni numeriche in scala Bovis danno idea del livello di energia presente nelle diverse sezioni della Rotonda.

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DUE PAROLE SULLA SPADA

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Come si evince dall’immagine la spada presenta una giunzione col resto del corpo metallico infisso nella roccia.
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Non è possibile affermare o negare che Galgano abbia infisso la sua spada nel terreno e, soprattutto, non è certificabile che casomai lo abbia fatto proprio nel punto dove oggi vediamo la spada. 

Come detto la storia di Galgano è stata modellata e artefatta.

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Certificato che sia  esistita una spaccatura nella roccia (quindi nessun intervento divino ha reso quel sasso perforabile dalla lama di Galgano),

fino al 1924 la spada era mobile.

Si poteva estrarre e riporre, ma poi fu colato nella fessura del piombo fuso per renderla fissa.

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La spada è stata rubata, sostituita, vandalizzata più volte e quella che osserviamo oggi è un falso.

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LA SPADA NELLA ROCCIA

Si fa molta confusione tra l’atto di piantare a terra una spada, come segno di resa o conversione

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e

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LA SPADA DALLA ROCCIA

ovvero la capacità di estrarre metallo dai minerali e forgiare una spada.
Il mito arturiano si riferisce alla Spada dalla Roccia e alla sapienza alchemica dei britanni.

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Purtroppo la Walt Disney ha complicato tutto con un cartone animato, alterando la percezione della storia

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VI INVITO A RIFLETTERE E AD APPROFONDIRE QUESTA TEMATICA

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MA SOPRATTUTTO VI INVITO AD ANDARE A SAN GALGANO E PERCEPIRE LA STORIA COI VOSTRI OCCHI E COL VOSTRO CUORE.

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