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L'alpinista è un inquieto inguaribile, continua a salire e non raggiunge mai la meta.

Forse è anche questo che ci affascina, si è alla ricerca di qualcosa, che non si trova mai.      

                         Hermann Buhl      E' buio sul ghiacciaio  Corbaccio

 

     

    Fine anni '70, gli sci non erano di legno, ma è quasi preistoria

    

 

 

 

  Roccia, e corde

  maldestri tentativi negli anni '80.

  Dopo 25 anni mi accorgo che ci sono anche

  degli spettatori...

 

 

 

 

 Vetta dello Chaberton guadagnata  a fatica. E pensare che i nostri nonni durante

 la prima guerra mondiale se la facevano con  l'obice a spalla...

 

 

 

 

 

 

 

 

  Alpi Orobie,  Lago Gelt oltre il Pizzo Coca

 

 

 

 

 

 

 

Dome dù Goutier intorno ai 4300 metri,

in discesa verso la Francia.

Notare l'abbigliamento da alpinista povero di

inizio anni '90.

 

 

 

 

 

 

        Il "cucuzzolo" alle mie spalle è quota  4.810,90 metri 

        Vetta del Monte Bianco.    Altri tempi...

 

 

 

 

 

 

 

La dimensione Verticale          

Camminare, correre, lanciare, saltare, arrampicare.
L'apprendimento di questi schemi motori di base, dovrebbe essere prerogativa e patrimonio di ogni essere umano. Il nostro corpo infatti modellato dai processi evolutivi, è strutturato per rispondere al meglio a queste esigenze. E' altresì vero che la vita e le attività svolte in ambiente urbano, offrono pochi stimoli ed opportunità e generalmente nessuna possibilità reale di arrampicare. Dalla nascita alla fase adulta un bambino compie innumerevoli cambiamenti sotto il profilo psicofisico e le modificazioni che avvengono nel corso dei primi anni di vita sono le più marcate e significative e rappresentano altresì le basi per i cambiamenti che avverranno anche nelle fasi successive.
È in questo periodo che prendono forma le capacità comunicative di tipo verbale e non, che compaiono e si rafforzano gli schemi motori di base, che si struttura la personalità del nuovo individuo.
In tale contesto la possibilità di sperimentare nuove esperienze motorie ed in particolare il poter arrampicare, riveste un’importanza cruciale, perché permette un armonioso sviluppo fisiologico, ivi compresa l’ottimale maturazione delle componenti nervose e propriocettive. Anche sotto l’aspetto cognitivo, il bambino, potendo arrampicare perviene alla scoperta e alla presa di conoscenza dell’ambiente che lo circonda, evolvendo sino all’acquisizione di concetti come il tempo, lo spazio e in particolar modo, la dimensione verticale.

        Comunque non è mai tardi per cominciare o per ... ricominciare !

Equilibri Precari a.s.d. 

Clicca sul logo di EP,  formato da una E ed una P stilizzate e rielaborate, entra nella dimensione verticale

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